Quello che l’acqua nasconde

Quello che l’acqua nasconde è il titolo dell’ultimo libro di Alessandro Perissinotto e ve ne parlo perché è uno di quei libri belli, ma belli al punto che non puoi perderteli.

E’ un romanzo che racconta la storia di un medico genetista che, dopo aver fatto fortuna in America, torna a Torino – sua città natale – per condurre delle cure sperimentali. Al suo ritorno, però, si ritrova a dover affrontare un oscuro passato, che era riuscito a seppellire e occultare grazie a strati di menzogne.

Della trama non vi dirò altro, perché io detesto quando qualcuno mi anticipa troppo!       Il testo è scritto benissimo e la storia è senza dubbio di quelle che “ti prendono”, ma ciò che a mio parere trasforma questo libro da buono ad eccezionale sono gli stralci di realtà che contiene.

Il passato con cui il protagonista, Edoardo Rubessi, e il narratore (un professore di scienze del liceo, amico d’infanzia di Edoardo) si trovano ad avere a che fare è collocato nella Torino  degli anni ’70; una realtà, a mio parere, troppo sconosciuta ai più (e dei più in questo caso faccio parte anche io).

Nel libro sono raccontati diversi episodi di cronaca avvenuti nella capitale sabauda durante gli anni di piombo, episodi di cui io, nata e cresciuta a Torino appena un decennio dopo, non avevo neanche mai sentito parlare. Non riesco a comprendere perché questi avvenimenti non vengano mai trattati fra i banchi di scuola, quasi che il passato recente sia di minore prestigio rispetto a quello remoto.

L’immagine che il Romanzo dipinge della mia città negli anni in cui il Terrorismo era ancora tricolore è raggelante. Eppure la bellezza di questo testo risiede nel suo andare così in profondità da riuscire a scalfire il gelo per indagare una realtà i cui perché sono stati dimenticati, ma continuano a costituire il substrato delle nostre coscienze politiche.

Un posto d’onore tra gli argomenti trattati da Perissinotto va riservato al tema dei manicomi e al personaggio di Giorgio Coda. Anche di questo si parla troppo poco, anzi non si parla affatto. Quanti di voi sanno chi è e cosa ha fatto Giorgio Coda? Quanti sanno che cos’era Villa Azzurra?

In Italia, la mia Patria, a Torino, la mia città, negli anni ’60 e ’70, quando i miei genitori erano bambini, sono accadute cose degne del peggior lager nazista. Eppure nessuno ne parla. Perché? Me lo domando da quando ho letto “Quello che l’acqua nasconde” e se c’è qualcosa che un buon libro è sempre in grado di fare è costringerti a porre dei quesiti.

Il mio consiglio, se non l’avete ancora fatto, è: leggete questo libro e se siete di Torino leggetelo subito.

“Infondo, per essere tutta di pietra e mattoni, Torino ha impresso fin troppo spesso le sue memorie con il fuoco.”

Alessandro Perissinotto, Quello che l’acqua nasconde

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