Thailandia: la terra degli uomini liberi. E dei sorrisi. [parte 2]

Ecco che finalmente riesco a raccontarvi anche la seconda parte del meraviglioso viaggio in Thailandia!

Bando alla ciance, ripartiamo da dove eravamo rimasti…

IL CAMPO DEGLI ELEFANTI

Il terzo giorno del nostro tour guidato nel Nord della Thailandia è stato per metà dedicato ad una (indimenticabile) visita al campo degli elefanti di Chiang Rai. Qui c’era la possibilità di fare la “passeggiata sull’elefante” in mezzo alla palude, di navigare il fiume su zattere di legno e di assistere allo spettacolo degli elefanti al lavoro. Quest’ultimo era comunque incluso e per mancanza di tempo dovevamo scegliere fra una delle due precedenti attività.

La passeggiata sugli elefanti è più dinamica e movimentata… diciamo per cuori forti! Gli elefanti sono animali meravigliosi, ma la leggiadria non è fra le loro doti, perciò farsi portare a passeggio da loro richiede una buona dose di impegno muscolare!

La gita sulla zattera è invece più tranquilla, perché il fiume su cui si naviga è percorso da acque calme (e decisamente marroni!).

Ovviamente noi abbiamo scelto la gita sugli elefanti.

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Non esagero se dico che è una delle esperienze più belle che abbia fatto fino ad oggi. Dopo aver formato una carovana di elefanti (su ciascun elefante oltre “all’autista” c’era spazio per due persone) abbiamo attraversato il fiume e percorso una strada immersa nelle paludi. Il contatto con una natura ancora in gran parte incontaminata e la possibilità di un rapporto diretto con un animale stravagante ed eccezionale come l’elefante hanno reso davvero magica quell’ora della mia vita.

Al termine della passeggiata ci hanno lasciato del tempo per fare le foto con gli elefanti… Ovviamente a pagamento! Ma è un piacere lasciar loro dei soldi per almeno 3 valide ragioni:

  • Chi vive lì non è affatto benestante e mantenere gli elefanti costa parecchio! Perciò gran parte dei profitti viene utilizzata per prendersi cura di questi meravigliosi animali
  • Fare le foto con gli elefanti è F-I-G-H-I-S-S-I-M-O
  • I soldi li dai direttamente all’elefante… che li acchiappa con la proboscide!

Infine abbiamo assistito allo spettacolo degli elefanti, che personalmente è la cosa che mi è piaciuta meno, perché troppo artificiosa. Se da un lato è incredibile rendersi conto di ciò che questi animali sono in grado di fare, dall’altro vedere un elefante che gioca a calcio, che dipinge o che fa ruotare un cerchio sulla proboscide è decisamente artificioso.

 

IL VILLAGGIO DELLE DONNE GIRAFFA (PADONG)

Conclusa l’esperienza al campo degli elefanti abbiamo consumato il pranzo in un ristorante sul fiume Kok (lungo il quale sono state girate diverse scene del film Rambo) e poi ci siamo diretti al villaggio delle Tribù del Nord.

Il villaggio in cui si possono incontrare queste tribù è un villaggio predisposto appositamente  (perché sarebbe molto difficile raggiungere ogni singolo villaggio). Qui vivono le famiglie di alcune tribù come quella Padong, anche nota come la tribù delle donne giraffa per via dei pesanti anelli che indossano al collo, o quella Karen. Per essere precisi queste tribù sono originarie della Birmania, ma sono fuggite in Thailandia diversi decenni fa dopo uno scontro con il governo del loro Paese.

Dopo aver pagato un biglietto d’ingresso è possibile passeggiare fra le bancherelle e le “case” (più che altro sono baracche di legno) degli abitanti, scattare foto e acquistare i prodotti realizzati dalle donne del villaggio. Molti credono sia più giusto boicottare quest’escursione perché sostengono che il governo thailandese sfrutti queste persone per intascare i profitti derivanti dal turismo.

Personalmente sono molto felice di aver visitato questo villaggio e aver potuto vedere con i miei occhi una realtà così diversa da quelle a cui sono abituata. Credo anche che le piccole spese fatte dai turisti alle loro bancarelle possano contribuire al loro sostentamento, dal momento che in qualità di rifugiati hanno ben pochi diritti e possibilità in Thailandia.

 

TRIANGOLO D’ORO E MUSEO DELL’OPPIO

Dopo la visita al villaggio delle Tribù del Nord ci siamo rimessi in viaggio per arrivare fino al Triangolo d’Oro, dove la Thailandia incontra il Laos e la Birmania sul fiume Mekong.

Qui, dopo una passeggiata libera e qualche foto, abbiamo visitato il Museo dell’oppio, che racconta la storia della coltivazione e sopratutto della tratta clandestina della droga che ha avuto un’enorme espansione sopratutto negli anni ’60 e ’70.

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Come forse si nota da ciò che ho scritto, e sopratutto da come l’ho scritto, questa parte del viaggio non mi ha entusiasmata. Interessante la storia della tratta dell’oppio e suggestivi certi paesaggi, ma nulla di eccezionale in confronto al resto della giornata!

 

KOH SAMUI

 

Terminato il nostro Tour del Nord della Thailandia durato tre giorni (i primi due sono raccontati qui: Thailandia: la terra degli uomini liberi. E dei sorrisi. [parte 1]) abbiamo trascorso 4 meravigliosi giorni di relax e divertimento nell’isola di Koh Samui.

Qui abbiamo alloggiato all’ Imperial Boat House che stra consiglio per famiglie, coppie e chiunque voglia stare in una sorta di villaggio bellissimo e tranquillo. Se gli si vuole trovare una pecca non è molto vicino al centro del divertimento che si trova a Chaweng (15-20 minuti in taxi), ma la spiaggia è meravigliosa, le stanze belle, grandi e pulite, la colazione superlativa e il ristorante ottimo e non troppo caro.

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Avendo così pochi giorni a disposizione e arrivando da un Tour molto intenso (e da diversi voli per raggiungere le varie destinazioni) abbiamo optato per il total relax… trascorrendo le giornate fra lettino, nuotate nel bollente mare Thailandese, chiacchierate con i fantastici ragazzi che abbiamo incontrato durante il tour e indimenticabili massaggi sulla spiaggia… i migliori che io abbia mai provato e vi giuro che ne ho provati tanti! Per di più il costo dei massaggi era bassissimo: in media 400 bath per un’ora, circa 12 euro… capite perché ho le lacrime agli occhi se ci ripenso?

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Durante la permanenza a Koh Samui però abbiamo avuto anche un piccolo inconveniente… avevamo prenotato un’escursione in barca per andare a visitare una riserva naturale situata a Nord dell’isola con meravigliose isole dalle spiagge bianche e incontaminate, ma dopo esserci imbarcati e aver percorso circa 40 minuti in mare la barca ha avuto un’anomalia al motore e così siamo dovuti rientrare. Ho ancora un po’ l’amaro in bocca al pensiero del paradiso che mi sono persa, ma è senza dubbio un motivo in più per pensare di tornare in Thailandia in futuro… perché una cosa è certa: il Paese del sorriso si è preso un pezzo del mio cuore e ho intenzione di andare a riprendermelo.

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