Thailandia: la terra degli uomini liberi. E dei sorrisi. [parte 1]

Ebbene sì, mi sono sposata… dopo un anno di preparativi, finalmente l’8 luglio è arrivato il fatidico sì.

E’ stata una bellissima giornata, ricca di emozioni, con qualche inconveniente (e quando non ci sono?) e tantissimi momenti di pura felicità. Ma di questo vi parlerò in un altro post.

Qui invece voglio raccontarvi del mio primo viaggio di  nozze. Già, ho detto primo, perché a fine dicembre ce ne sarà anche un secondo di cui… vi parlerò in un altro post! 😄

Arriviamo al dunque: la Thailandia. E’ qui che ha avuto luogo il mio primo ed indimenticabile viaggio di nozze.

Nell’ordine abbiamo visitato: Bangkok (purtroppo soltanto una serata, perciò… ci dovrò tornare!), Chiang Mai, Chiang Rai, triangolo d’oro e Ko Samui.

Partiamo da Bangkok.

Come dicevo non abbiamo avuto modo di visitarla davvero, perché siamo arrivati in albergo (dopo 14 ore di voli e svariate altre di attesa negli aeroporti 😵)  alle 20.30 ora locale (in Thailandia sono avanti di 5 ore rispetto all’Italia)  e con la forza della disperazione, dopo una breve doccia per rinfrescarci, siamo usciti per goderci almeno le poche ore che avevamo a disposizione in questa pazzesca metropoli.

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Avendola vista per così poco non ho molto da raccontarvi, se non le sensazioni che mi ha suscitato. Mi ha letteralmente stordita. Se dovessi definirla in una parola direi che Bangkok è un ossimoro. Accosta realtà opposte fra loro: ricchezza e povertà, eleganza e sporcizia, colori e smog, profumi e odori nauseabondi.

Per farvi capire: stavamo passeggiando in pieno centro, in una via enorme, con strade a due corsie per senso di marcia, con splendidi negozi e centri commerciali, ricca di hotel di lusso e ristoranti, quando ci ha attraversato il marciapiede un topo gigante. Non un topino di campagna stile Stuart Little. Proprio una pantegana, di quelle delle dimensioni di un gatto.

Tolto questo, a Bangkok abbiamo fatto una deliziosa cena in un locale tradizionale, spendendo l’equivalente di 10€ a testa e mangiando davvero bene e poi ci siamo presi uno di quei temporali che mi ricorderò per sempre. Suggerimento: se decidete di visitare la Thailandia nella stagione delle piogge (fra luglio e ottobre) siate più furbi di me e un ombrello magari portatevelo! 🙈

Il giorno seguente abbiamo preso un volo per Chiang Mai (la seconda città più grande della Thailandia dopo Bangkok) e da lì è partito il nostro tour guidato del Nord. Una MERAVIGLIA.

Preciso che l’aver trovato una bravissima guida e un gruppo di ragazzi fantastici, poi diventati amici, ha contribuito a rendere ancor più speciale il tutto, ma a prescindere queste terre sono di uno splendore indiscutibile.

Il primo giorno a Chiang Mai abbiamo visitato due templi nella città vecchia, l’antichissimo Wat Phra Singh

Ed il meraviglioso  Wat Chedi Luang, dove abbiamo assistito ai canti serali dei monaci in lingua pali.

Dopo essere tornati in albergo siamo subito usciti per un giro esplorativo della città e ci siamo diretti al mercato locale… così splendido, che ci siamo tornati di nuovo dopo cena, dato che si tratta di un mercato notturno, che apre verso le 18 e chiude verso mezzanotte.

Qui è possibile comprare di tutto: dal cibo, all’abbigliamento, dalla bigiotteria agli articoli per la casa, ma solo dopo aver contrattato a lungo con il venditore. Calcolatrice alla mano i simpatici ambulanti ti propongono prezzi assurdi che dovrai dimezzare o quasi per arrivare infine ad un accordo sensato e soddisfacente sia per te che per loro.

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Il giorno successivo siamo partiti abbastanza presto al mattino per visitare il tempio
WatPhrathat Doi Suthep, conosciuto anche come il “tempio sulla
collina”, che si trova a oltre 1000 m. di altitudine sull’omonimo monte che domina l’intera città. Anche questo è un luogo ricco di fascino, in grado di trasmettere mille emozioni.

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Al pomeriggio abbiamo visitato la bellissima fattoria delle orchidee di Chiang Mai, all’interno della quale c’è una zona dedicata alle farfalle (l’orchidea è il fiore della Thailandia, perché cresce in grande abbondanza in tutto il Paese),

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E in seguito un centro artigianale nella località di San Kampheng, dove abbiamo fatto visita ad una fabbrica della seta nella quale ci è stata spiegata tutta la lavorazione della seta, a partire dall’allevamento dei bachi da seta, fino ad arrivare alla filatura dei tessuti.

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Vedere di persona queste donne lavorare a mano e con macchine di legno ogni singolo filo di tessuto ti fa apprezzare davvero prodotti di cui molto spesso sottovalutiamo il valore.

Prima di tornare in albergo ci siamo fermati anche alla fabbrica dell’argento in cui abbiamo visto gli artigiani lavorare questo prezioso metallo fino a trasformalo negli splendidi oggetti venduti nel negozio adiacente (dove tra l’altro ho fatto un altro po’ di shopping 💪).

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Il giorno seguente abbiamo lasciato Chiang Mai per dirigerci verso l’esotica Chiang Rai, facendo tappa al campo degli elefanti e visitando il pazzesco villaggio tribale delle donne giraffa, per arrivare infine al triangolo d’oro.

Ma di tutto questo e di Ko Samui vi parlerò in un altro post.

Per ora spero di avervi trasmesso almeno un po’ della meraviglia che ho vissuto.

P.S. Il titolo del post dipende dal fatto che Thailandia significa letteralmente terra degli uomini liberi, perché, a differenza delle nazioni limitrofe, non è mai stata colonizzata, né ha vissuto conflitti razziali. E’ anche nota come terra del sorriso, perché i tailandesi sorridono davvero spesso (sono di una gentilezza impressionante) e credo che anche da questo dipenda il fatto che quando sei lì viene da sorridere anche a te.

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N.B. Le foto utilizzate in questo articolo sono state scattate da MrGabri, altrimenti noto come mio marito. 😉

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